Sua Maestà Ingenuità. Favola di un’educatrice per bimbi “ingenui”

Il coronavirus, si sa, porta con sé tante conseguenze. Una positiva è la capacità di ciascuno di noi di reagire e trovare per sé e per gli altri risorse che possono aiutare ad affrontare la paura ma anche l’ansia o semplicemente la noia dello stare a casa.

La favola che riportiamo è inedita, è stata scritta da Emanuela Michela Bussu, una delle nostre pedagogiste impegnate a Casa Aurora che è anche un’ottima osservatrice di ciò che sta accadendo ai più piccoli. Perché, si sa, i bambini si accorgono di tanto o di tutto, vedono i cambiamenti nella loro quotidianità e nelle espressioni dei genitori, nell’assenza degli amichetti e dei giochi all’aperto tutti insieme. Sono ingenui solo agli occhi di molto adulti, eppure hanno tante risorse da cui possiamo imparare 🙂

P.s. si ringrazia la Coordinatrice di Casa Aurora, Giovanna Piana, per aver dato lo spunto di partenza per questa favola.

Sua Maestà Ingenuità
C’era una volta Gaia, una terra felice, dove tutto girava tanto veloce,
così veloce che la felicità non era possibile vederla nella quotidianità.
I bambini, loro sì, sorridevano sempre e la felicità la trovavano in ogni dove.
I grandi la chiamavano ingenuità.
Quando un giorno accadde un fatto molto preoccupante, i grandi pensarono che bambini e
bambine non avrebbero capito. L’ingenuità, pensavano loro, li avrebbe protetti dalla paura
e dal sapere quanto fosse pericoloso un piccolo esserino, Corona Virus, Corona per gli amici
(anche se lui di amici ne aveva ben pochi). L’esserino era tanto colorato quanto forte e più
andava veloce più tanti abitanti della terra contagiava. Insieme a lui, andava veloce la paura
perché Corona Virus aveva il potere di fare ammalare le persone, ma non solo. I bambini,
che ingenui come pensavano i grandi non erano, avevano notato che cambiava la faccia
alle persone, perché tutti erano così preoccupati che anche mamma e babbo non riuscivano
per niente a fare finta di niente.
Le giornate erano cambiate: stare a casa, niente scuola, non baciarsi e abbracciarsi, pure il
parco era negato e lo svago con i nonni e le persone amate rimandato. Questo era stato
chiesto a tutta la cittadinanza: stare a casa. I grandi erano tristi e, se lavare le mani ben
bene non era faticoso, qualche altro comportamento era rischioso e trovare la soluzione alla
noia e al problema, dopo tanti giorni, diventava difficoltoso: ci fu chi propose soluzioni
diverse, chi nel divano si perse. Degli scienziati le energie furono ben spese, ma i bambini
usarono la fiducia nel futuro e vollero regalare a ciascuno un po’ di colore: “Rosso per te,
arancione per tre, giallo per sé, verde, blu, indaco e viola per chi dell’arcobaleno si
innamora”. “Più ce n’è, meglio è!”, pensarono gli ingenui bambini mentre dipingevano e regalavano una nuova faccia a Gaia, la Terra, che, così colorata, era tanto cambiata e forse
così bella non lo era mai stata.
Fu così che Corona, che quella forza e tutti quei colori pensava di possederli solo lui, triste
s’arrese, tolse la sua corona e decise di partire per universi lontani. L’ingenuità fu incoronata
regina delle doti e tutti si inchinarono al cospetto di Sua Maestà Ingenuità. Ci fu una grande
festa, con baci, abbracci, giochi e risate, per la gioia e la vicinanza ritrovate.

C’era una volta e c’è ancora Gaia che, si dice, oggi sia ancora più felice.

Autrice: Emanuela Michela Bussu.

#andràtuttobene

#storiedimela

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